un gruzzoletto. il lusso.

questo è un bel gruzzoletto di cose, no?
tante che non mi stanno nemmeno in una mano -quasi.

così tante che il farmacista era incredulo quando gli ho detto
NO GRAZIE NON MI DARE IL SACCHETTO!
che i sacchettini della farmacia sono così stupidi, fanno solo quel loro piccolo compito e poi basta.

quindi ho camminato fino a casa con questo TUTTO che per noi è TUTTO veramente.
vi presento queste scatolette, e gli diamo un nome: questa è una parte della fornitura di pungidito e di strisce che spettano a jaume ogni mese. i pungidito con cui si buca per fare uscire la goccina o gocciona di sangue che le strisce si succhiano, perchè il glucometro possa misurare la sua glicemia.

questa montagnettadicosechenonstainunamano ha anche un valore economico che ho il lusso di non conoscere.
so che le strisce costano ABBASTANZA, tipo che la nostra fornitura mensile vale circa 50 euro. più i pungidito, altri 20 euro circa.più l’insulina, più il microinfusore, più il sensore. più le pile che fanno funzionare il sensore.

sono una montagnetta di soldi, un gruzzoletto di soldi che il servizio sanitario nazionale assegna a jaume e a tutti i malati di tutte le patologie croniche. tutti i mesi per tutta la vita.
sono la montagnetta di soldi che il servizio sanitario nazionale destina agli ospedali, alle sale operatorie, agli ambulatori. ai prontosoccorsi.

il mio è un modo ingenuo di difendere le cose come stanno.
non sono tanto amica dei numeri, dello studio pedante preciso e scientifico delle cose.
è da mesi che mi giuro che prima o poi scriverò per bene (bene di forma, di contenuti, di DATI, di storia, di accuratezza, di autorevolezza) della storia la crisi i problemi e le virtù del servizio sanitario nazionale. ma c’è sempre qualcosa che mi tiene -non sei in grado, non sai da dove cominciare, non sarai mai abbastanza preparata per scrivere come vorresti e come politicamente sarebbe importante fare.

ma posso -e ho scelto di-
parlare
raccontare
condividere
la storia piccola minuscola storia nostra.

che prima che una malattia entrasse nella nostra vita pensavamo che a noi certe cose non sarebbero successe, poi ci sono successe in un modo piuttosto definitivo e violento e allora voglio raccontare a chi è nella parte di mondo e vita in cui stavamo ora prima che viste da qui le cose hanno un peso diverso.


e che viste da qui, per come noi o io vedo il mondo adesso, non c’è cosa che mi riempia di gratitudine e benevolenza verso il mondo come sapere che vivo in un paese dove mio figlio può essere malato e la cura non è un lusso.

[è piuttosto buffo come il confinamento mi abbia tolto parole e pensieri e voglia di scrivere
e come poi a farmi ripartire siano sempre le stesse cose, quelle piccole, che mi fanno esplodere di g r a z i e e mi sollevano super leggera]

CIAO PRIMAVERA. ciao calzoni corti.

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