tastiere che fanno male e barchette su cui siamo tanti

è successa una cosa così
che una giornalista ha letto l’articolo su cui raccontavo dell’esordio di jaume l’articolo da cui poi ha preso forma il blog, quello che racconta del punto zero di tutto il mio bisogno di scrivere e di mettere insieme i pezzi [questo]

carinissima. mi ha chiamata lunedì in pausa pranzo mentre camminavo nel sole. mi ha detto che sarebbe stata contenta di scrivere un pezzo informativo sul diabete 1.
cosa è come te ne sei accorta cosa ti ha aiutata?

ho pensato che era bello e giusto, che alla fine anche se lotto per cercare di garantire alle mie giornate e a questo spazio un’indipendenza da questo tema e anche se provo ad essere altro – fare altro – pensare altro – scrivere altro
alla fine mi sono detta che era buono e giusto sfruttare la piattaforma più grande possibile per raccontare di questa malattia
confusa ambigua e sempre troppo poco conosciuta.

abbiamo chiacchierato, forse sono stata poco chiara, avevo paura di dire imprecisioni -se poi dico una cazzata o non ci capiamo bene è un macello. parliamo di cose serie, malattie bambini diagnosi.
posso parlarne io?

mercoledì mattina mi ha scritto il mio amico michelino, quello che è più grande più bravo più saggio di me e quando ero piccola lo amavo da impazzire e mi spingeva su una altalena nel bosco -animo da scout tutto giusto tutto a posto. è il mio moralizzatore, mi censura le foto di instagram, se posto qualcosa che ritiene sconveniente mi screenshotta e mi dice DAI ANCHE NO e io gli do retta e tolgo, elimino sempre.
è in qualche modo il mio filtro col mondo, anche se vive lontano e non lo vedo mai. poi mi prende in giro ed è stato lui che mi ha inoltrato l’articolo dell’huffington post.

l’ho preso in giro: ma cazzo michelino ma come fai ad averlo beccato subito?
ho riso, poi la giornata è andata.

la sera tardi mi sono accorta che la pagina fb di repubblica aveva condiviso il pezzo dell’huffpost [qui]
ho iniziato a leggere i messaggi, più per curiosità che pensando di trovare cose sgradevoli.
mi si è aperto un mondo.
un mondo che era così.

per prima cosa ho pensato all’analfabetismo funzionale.
come è possibile che le persone non riescano a leggere, comprendere, sintetizzare un testo nella loro lingua madre?
c’era evidentemente un problema di linguaggio e di strumento.

poi ho pensato:
ma porca merda nene, vedi che c’è bisogno di parlarne?
vedi cosa è capace di dire la gente?
vedi qual è il peso dell’ignoranza, della volgarità e dello squallore?

ieri mattina ho pubblicato alcuni screenshot di questi dementi e si è scatenata un’onda di bene, di vicinanza, di sostegno. non verso di noi, ma verso chi prova a informare al meglio e si sforza di fare comunicazione utile.

ho fatto una riunione di lavoro con uno che ha commentato dei testi dicendo “questa roba è così melensa che leggo due righe e mi viene il diabete” e sono riuscita a trattenermi dall’urlare.
sorrisino sbattuta di ciglia e andiamo avanti che a volte non c’ho proprio cazzi.

poi sono andata a teatro a vedere misericordia di emma dante, la storia di un ragazzino menomato e orfano cresciuto da tre prostitute palermitane, figlio di una donna massacrata di botte da un uomo, che è morta, che amava ballare.
mi sono riempita il cuore di bellezza, ho pensato che cristo anche quando l’orrore lo tocchi ci sono sempre sacche di meraviglia che ci aspettano

quindi oggi volevo dire solo grazie

grazie a chi mi ha scritto, a chi mi ha scritto in privato, a chi ci ha sostenuti sulla pagina fb di repubblica, grazie a chi parla di diabete, malattie, grazie a chi spreca tempo e energie per provare a raccontarsi agli altri, grazie per la delicatezza, grazie a tutti voi che siete su questa barchetta sgangherata con noi, grazie ai malati, ai genitori dei malati, ma soprattutto ai ragazzi giovani che mi hanno detto che leggendo quelle cose hanno capito il dolore dei propri genitori al momento del loro esordio, mi avete fatto piangere mi avete stretto il cuore, mi avete fatto ridere ridere ridere ridere quando in più di uno mi avete detto “guarda che siamo stati degli adolescenti di merda e i teenagers col diabete sono veramente rompicoglioni”

arriverà l’adolescenza vera e ci vedrò anche i vostri occhi

[riniziare dalla meraviglia OOOH con mimmo jodice a pompei – photo credits]
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